Home -
News - Talassemia: rischio di diffusione in Italia per i flussi migratori del
Mediterraneo e del Sud-Est asiatico.

Emergenza talassemia nella sanità mondiale a causa dei flussi migratori. A
lanciare l’allarme è stato Paolo Cianciulli, presidente della Soste (Società
per lo studio della talassemia ed emoglobinopatie), intervenuto ieri a un
incontro sulle malattie rare organizzato da Novartis a San Gimignano, in
provincia di Siena.
In Italia vivono oggi 7 mila talassemici e 3 milioni e mezzo di portatori
sani della malattia. E se, grazie alla prevenzione, i nuovi casi tra gli
italiani sono destinati a diminuire, cresce invece l'allarme fra gli
stranieri. Nella maggior parte dei casi questi “sfuggono” ai
controlli medici.
Le malattie rare, hanno ricordato gli specialisti, sono in tutto 5 mila e le
più note sono 1.500. Nella sola Ue si registrano 30 milioni di casi, di cui
3 milioni nella penisola. Le emoglobinopatie, in particolare, colpiscono 300
mila bimbi l'anno nel mondo, con 100 mila affetti da sindromi talassemiche.
Numeri che in una società sempre più multietnica si moltiplicheranno anche
nei Paesi occidentali. In Italia, ha sottolineato Cianciulli, giungono ogni
anno 300 mila immigrati che, con questi ritmi di crescita, tra 10 anni
potrebbero essere 6 milioni. Arrivano da zone ad alto rischio di condizioni
ematologiche ereditarie (Medio Oriente, Sud-Est asiatico, India e bacino del
Mediterraneo in generale), per il 56% sono in età fertile e raramente
vengono assistiti come dovrebbero. Il che complica le possibilità di
diagnosi e di terapia.
|
|
|