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Lunedì 8 maggio 2006 ore 10.30 - Sala del Carroccio in Campidoglio - Roma

La Fondazione Italiana “L. Giambrone “, la Società “Soste” e l’Associazione “Piera Cutino” invitano la Signoria Vostra alla Conferenza Stampa che illustrerà “ I recenti risultati ottenuti sulla Terapia genica dell’Anemia Falciforme”.

Modera e conduce il dott. PIERO ANGELA

 

Speranze di Guarigione - Terapia Genica dell'Anemia Falciforme

La collaborazione tra il gruppo di lavoro “Unità di ricerca Piera Cutino” e quello diretto dal Prof. Michel Sadelain del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York ha prodotto un risultato importante per la Terapia Genica della anemia falciforme.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati a Gennaio dalla prestigiosa rivista internazionale Nature Biotechnology in un articolo dal titolo “Una strategia genetica per trattare l’anemia falciforme regolando in maniera sinergica l’espressione del transgene e quella di un RNA interferente.”

L’anemia falciforme o drepanocitosi è una malattia ereditaria diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Africa e negli Stati Uniti d’America ed è determinata da una mutazione del gene globinico beta che porta alla produzione di un’emoglobina difettosa (l’emoglobina-S); questa in condizioni di stress, di infezioni o di ipossia porta alla deformazione dei globuli rossi del sangue che assumono una forma a falce (da qui il nome di anemia falciforme). I globuli deformati hanno difficoltà a transitare nei piccoli capillari determinando vasocclusioni e gravi crisi dolorose.

L’articolo di Nature descrive un nuovo vettore virale creato in laboratorio per la cura genetica e i risultati che con questo vettore sono stati ottenuti nelle cellule di topo in coltura e nelle cellule staminali del midollo osseo di pazienti falcemici siciliani.

Il vettore utilizzato per il trasferimento del materiale genetico è derivato dal lentivirus dell’Hiv-1. Si parla di vettori e non più di virus perché dal genoma virale sono state eliminate le sequenze patogene ed al loro posto sono state inserite le “sequenze terapeutiche”.

Il nuovo vettore lentivirale, è denominato G9 e contiene due sequenze che assieme contribuiscono a curare l’anemia falciforme. Il gene terapeutico in esso contenuto è costituito dal gene globinico fetale gamma, un gene che in natura viene espresso solo allo stadio fetale (una produzione del 20% d’emoglobina fetale nei globuli rossi del paziente falcemico è in grado di diminuire drasticamente le crisi falcemiche); inoltre è stata inserita nello stesso vettore, una piccola sequenza di DNA che produce molecole di RNA chiamate RNA-interferenti.

Questa sequenza è stata opportunamente costruita per interferire e bloccare specificatamente il messaggero beta-S.

In pratica con lo stesso vettore si voleva, una volta inserito nel DNA delle cellule, ottenere due scopi: la distruzione selettiva dell’emoglobina-S e la produzione de novo dell’emoglobina fetale. Entrambe le funzioni dovevano portare alla correzione delle cellule malate.

Nei laboratori di Ematologia dell’Ospedale “Vincenzo Cervello” di Palermo sono state purificate le cellule staminali da un prelievo di midollo osseo di pazienti drepanocitici; queste cellule sono state congelate e portate nel laboratorio di Genetica del Memorial Sloan-Kettering Institute dove è stato eseguito il trasferimento genico.

Il vettore G9 è stato introdotto nelle cellule staminali purificate e queste sono state coltivate in laboratorio, in opportune condizioni, fino ad ottenere la completa maturazione con produzione di globuli rossi. In altre parole, si sono riprodotti in provetta tutti i passaggi che in natura avvengono nel midollo osseo per generare cellule del sangue a partire dalle cellule staminali. Questo processo ha permesso di studiare l’effetto del nuovo vettore sulle cellule umane, ha permesso cioè di fare quelli che vengono definiti studi pre-clinici e che sono un passaggio obbligato prima di passare alla sperimentazione sull’uomo (studi clinici). I risultati sono stati entusiasmanti ed hanno dimostrato che le cellule trattate sono state effettivamente corrette dal vettore G9. Infatti, sono stati prodotti alti livelli di emoglobina fetale con una contemporanea riduzione (90%) dell’emoglobina difettosa, l’emoglobina-S. Questo nuovo vettore offre quindi ottime prospettive per la cura genetica dell’anemia falciforme.

Articolo tratto da "Il Rosso & il Bianco" aprile 2006, periodico di studi e ricerche sulla Thalassemia e le Malattie Genetiche, dell'Associazione Piera Cutino Onlus Editrice.

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