Le prospettive di terapia genica hanno sempre fatto si che la Fondazione fosse in prima linea nella ricerca di proposte solide e concrete nello scenario scientifico internazionale.

Un ingente finanziamento è stato destinato al progetto condotto in Olanda in collaborazione con la Company privata IntroGene, dal titolo “Recombinant AAV packaging systems”. Tale progetto, conclusosi nel 2000, oltre agli importanti risultati ottenuti nel campo dei vettori virali ha consentito la formazione di tre ricercatrici italiane durante un’attività svolta nell’arco di tre anni.

Dal 2002 la Fondazione finanzia un progetto di ricerca specifico per la terapia genica della talassemia di rilevantissimo interesse. Si tratta di un progetto sviluppato nei laboratori del Department of Human Genetics, Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York con la responsabilità ed il coordinamento del Prof. M. Sadelain, ricercatore di fama mondiale.

In particolare il Prof. M. Sadelain che aveva iniziato gli studi su ratti affetti da talassemia intermedia, inducendo in questi la produzione di emoglobina normale, ha potuto verificare, e ne ha pubblicato i risultati, la modifica del gene malato della globina attraverso un trapianto ottenuto mediante vettori virali.

La Fondazione L. Giambrone ha ottenuto dal Prof. M. Sadelain, con un finanziamento specifico di 300.000 EURO, che la ricerca continuasse e venisse indirizzata verso ratti resi talassemici major ed il risultato della sperimentazione ha portato a risultati estremamente incoraggianti, definiti dal persistente e considerevole aumento dei livelli di emoglobina nei ratti trattati con il trapianto. Nel corso del 2004, vi è stato un importantissimo passo in avanti con il passaggio della sperimentazione di terapia genica nei primati non umani, che apre la strada e dovrebbe essere preliminare, se i risultati saranno ulteriormente confermati, alla sperimentazione sull’uomo. Nel corso degli ultimi anni i lavori del Prof. M. Sadelain sono stati pubblicati su prestigiose riviste scientifiche, tra cui “Nature” e “Blood”.

Il programma dettagliato del Prof. Sadelain è di definire, per la beta-Thalassemia, un trattamento basato sulla modificazione genetica di cellule staminali ematopoietiche autologhe e propone il trasferimento del gene normale della beta-globina attraverso l’uso di un vettore lentivirale.
Il ricercatore ha inoltre inteso portare avanti preliminarmente studi riguardanti l’efficacia e la sicurezza del trapianto del gene della globina prima di intraprendere un trial clinico per stabilire la sicurezza e il potenziale terapeutico del metodo stesso.

Ottimizzati i parametri specifici dei vettori lentivirali, con una particolare attenzione alla regolazione transcrizionale e al titolo del vettore la ricerca è stata indirizzata agli studi sulla transattivazione oncogenica,sul regime di condizionamento e sull’immunogenicità del vettore, studi eseguiti in macachi non sottoposti a trattamento mieloablativo.

Attualmente viene ricercata in laboratorio la sicurezza del trasferimento del gene della globina mediante l’uso dei vettori in pazienti beta-thalassemici e la definizione di un regime di condizionamento non-mieloablativo, con una tossicità minima, che possa permettere la trasduzione di progenitori ematopoietici per un innesto durevole.

In questa fase preclinica il Prof. M. Sadelain ed i ricercatori del gruppo del Prof. Aurelio Maggio dell’Ospedale “V. Cervello” di Palermo hanno iniziato, in stretta collaborazione, studi preclinici sull’uomo. All’inizio del 2005 sono state selezionate cellule staminali dal midollo osseo di più di dieci pazienti talassemici italiani presentanti diversi genotipi. Queste cellule, opportunamente criopreservate, sono state trasportate nei laboratori del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e quattro di questi campioni sono già stati trasdotti con il vettore lentivirale TNS9, costruito dal Prof. M. Sadelain, contenente il gene della globina umana.

A questo punto della ricerca per prima cosa verrà sviluppato un valido protocollo di trapianto della cellula CD34+, usando condizioni serum-free in un sistema chiuso e successivamente verrà intrapreso uno studio pilota per la ricerca della sicurezza e dell’efficacia del trapianto del gene della globina attraverso l’uso di un vettore lentivirale in pazienti beta-thalassemici major condizionati con busulfano”.

Allo stato attuale il Prof. M. Sadelain è in grado di iniziare un trial clinico sull’uomo ma per proseguire gli studi a livello clinico è necessario un ulteriore ingente finanziamento che la Fondazione è intenzionata a fornire qualora dovesse reperire le risorse economiche necessarie.

E’ in corso di valutazione il finanziamento della ricerca scientifica finalizzata alla terapia genica della Thalassemia mediante l’induzione della produzione di emoglobina fetale, programma che è in itinere presso i Laboratori di Genetica della Cornell University di New York, a cura e sotto la responsabilità del Prof. S. Rivella.

Il Prof. Rivella ha inoltre recentemente intrapreso una ulteriore ricerca tesa a modificare l’espressione della Epcidina nei ratti talassemici per contrastare il dannosissimo accumulo di ferro che inevitabilmente si verifica nei pazienti.