Presidente:
Dott.ssa Angela Iacono

Fondazione Italiana
"Leonardo Giambrone" per la Guarigione
dalla Thalassemia

Via Savona, 39
81030 Castelvolturno (CE)

tel. 0815094457 - 0818396040
fax. 0818396932
mail: fondazionethalass@libero.it

Codice Fiscale 92014280850

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Avvisi

Anche quest’anno sara’ possibile devolvere il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi alla “FONDAZIONE ITALIANA L. GIAMBRONE” PER LA GUARIGIONE DALLA THALASSEMIA ....fai un'atto d'amore e di generosità.........la pagina "sostienici" e' temporaneamente in manutenzione

Pubblichiamo un estratto dell’intervista rilasciata dal Signor Michele Chianese, direttore di Marketing della Corpora Aversa (squadra di volley femminile di serie A), il quale alla domanda circa i programmi futuri cosi risponde:

Ho imparato che la Corpora non è solo pallavolo, ma un insieme di valori positivi trasmessi con continuità. Il main sponsor, Corpora, ha nel suo DNA l’assistenza alla disabilità unita allo sport, e i tornei di sitting volley organizzati annualmente con le nostre atlete ne sono una prova. L’unione fra prevenzione e benessere è però un tratto distintivo anche della dirigenza, un fiore all’occhiello storico. Alla storica partnership con l’AMIP, associazione dei malati di ipertensione polmonare, stiamo lavorando in ottica sensibilizzazione e prevenzione anche con la Fondazione “Leonardo Giambrone”, ente morale presieduto dalla dottoressa Angela Iacono, che ha come scopo la battaglia contro la talassemia. Sport e messaggi positivi saranno sempre la nostra stella polare.”

E’ possibile leggere l’intervista integrale in questo link

 

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L’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica TIGET, l’Ospedale San Raffaele di Milano e il Centro Anemie Congenite dell’ Ospedale Policlinico Fondazione Ca’ Granda di Milano annunciano l’ avvio della sperimentazione clinica di terapia genica della talassemia dal titolo “Studio di fase 1/2 di valutazione di sicurezza ed efficacia della somministrazione di cellule staminali ematopoietiche autologhe geneticamente modificate con il vettore lentivirale GLOBE che codifica per il gene umano della beta globina per il trattamento di pazienti affetti da beta talassemia trasfusione dipendente” (EudraCT 2014-004860-39)

  Prof. Alessandro Aiuti, coordinatore ricerca clinica TIGET e direttore U. Pediatria a indirizzo immunoematologico Osp. San Raffaele Milano

  Prof.ssa Maria Domenica Cappellini, direttore Medicina Interna e Centro Anemie Congenite Fondazione Ca’ Granda Policlinico Milano

  Prof. Fabio Ciceri, direttore Ematologia Osp. San Raffaele Milano

  Prof. Giuliana Ferrari, coordinatore ricerca clinica TIGET Osp. San Raffaele Milano

  Dr.ssa Sarah Marktel, Ematologia Osp. San Raffaele Milano

  Per informazioni: bthal@hsr.itImmagine1

 

 

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Riporttiamo l’articolo pubblicato sul proprio sito da Alberto Cappellaro in ordine ad alcune recenti sentenze della Cassazione sulla responsabilità del Ministero della Salute per contagi anteriori al 1978

Angela Iacono  Sabrina Cestari

Risarcimento: ante 78, nuove sentenze favorevoli della Cassazione
Come è noto, con alcune pronunce depositate all’inizio dell’anno la Suprema Corte aveva posto in dubbio che il Ministero della salute potesse essere ritenuto responsabile per contagi anteriori al 1978.
Pronunce che si ponevano in radicale contrasto con l’orientamento, da tempo consolidato, secondo il quale “nello specificare che il Ministero della salute risponde ‘anche per il contagio degli altri due virus già ‘a partire dalla data di conoscenza dell’epatite B’, … le Sezioni Unite non hanno certamente inteso limitare la rilevanza del fenomeno e la relativa responsabilità alla ‘data di conoscenza dell’epatite B”, dovendo invece l’Amministrazione “controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati fosse esente da virus e che i donatori non presentassero alterazione delle transaminasi” anche prima del 1978 (così Cass. 26152/2014, relativa a trasfusioni del 1977 e 1978).
Una parte di queste sentenze, tra l’altro, non aveva escluso in toto la responsabilità del Ministero per contagi anteriori al 1978 ma, più semplicemente,… Continua a leggere

Riportiamo l’articolo pubblicato sul proprio sito da Alberto Cappellaro in ordine alla recente sentenza di condanna, a carico del Ministero della Salute, con la quale la Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado relativa ad un risarcimento del danno per una trasfusione effettuata nel 1968.

Angela Iacono – Sabrina Cestari

 

Risarcimento: condanna per trasfusione del ’68 confermata in appello

Con sentenza n. 1507/2015 la Corte di appello di Milano ha confermato la sentenza n. 5801/2012, con la quale il Tribunale di Milano aveva condannato il Ministero della salute a risarcire tre clienti dello studio, contagiati a seguito di trasfusioni subite nel 1968, nel 1983 e nel 1985/86.
I giudici di secondo grado, al termine di un procedimento che ho seguito con Sabrina Cestari, hanno evidenziato che le considerazioni svolte dal Tribunale erano conformi alla giurisprudenza della Cassazione, anche “con riferimento al momento in cui deve farsi risalire la responsabilità del Ministero per mancato controllo del sangue“.
In relazione a quest’ultimo aspetto, il Collegio ribadisce che non ha alcuna rilevanza la “data della scoperta del virus dell’epatite C, in quanto, come la Cassazione ha reiteratamente affermato in numerose sentenze, non sussistono tre eventi… Continua a leggere

Pubblichiamo l’articolo del Prof. Vito di Marco su come sarà curata l’infezione cronica da virus C nei pazienti talassemici nei prossimi mesi.

Angela Iacono

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Pubblichiamo le tabelle anno 2015 relative agli importi dovuti a titolo di indennizzo ex lege 210/92.

Ringraziamo l’Avv. Alberto Cappellaro per averci inviato il documento.
Dott.ssa Angela Iacono Avv. Sabrina Cestari

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L’Inps ha emano in questi giorni la circolare (n. 10 del 23/01/2015) sulla semplificazione per i soggetti con invalidità, semplificazione che era stata prevista, come si ricorderà, dall’art. 25 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114.
La circolare dell’Inps con riferimento alle previsioni dell’art. 25 succitato, tratta dell’accertamento sanitario di revisione, dell’accertamento delle condizioni sanitarie per le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni già minori titolari d’indennità di frequenza e delll’attribuzione delle prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni già minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione.

1 Accertamento sanitario di revisione
La Legge n. 114/2014, in sede di conversione del D.L. 90/2014, con il comma 6 bis dell’art. 25 ha introdotto importanti modifiche in materia di accertamento sanitario di revisione, stabilendo che “nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura” e che “la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità,… Continua a leggere

Cassazione civile sez. lav. n. 15435 del 07/07/2014

La Corte d’Appello riformava la sentenza di primo grado che aveva condannato Poste italiane a liquidare alla ricorrente la somma richiesta a titolo di quota di tredicesima e quattordicesima mensilità relativa ai permessi usufruiti dalla stessa, nell’arco di tre mesi, in base alla legge n. 104 del 1992, art. 33, comma 3, in qualità di lavoratrice madre di minore portatore di handicap La Corte argomentava che la non computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, prevista dal comma 4 del citato art. 33 mediante il rinvio alla L. n. 1204 del 1971, art. 7 operava solo nel caso in cui essi si cumulino con i congedi parentali previsti dall’art. 7 medesimo, circostanza che nel caso non si era verificata. Aggiungeva che nessuna limitazione era prevista nella norma con riferimento all’incidenza dei permessi sulla quattordicesima mensilità. Poste italiane impugnava la sentenza in Cassazione, lamentando la violazione e falsa applicazione della L. n. 104 del 1992, art. 33, comma 4 e sostenendo che, a differenza di quanto ritenuto dalla Corte di merito, la disposizione richiamata prevedeva l’esclusione del computo dei permessi previsti dalla L. n. 104, commi 2 e 3 ai fini… Continua a leggere

Cassazione civile sez. un. n. 22550 del 23/10/2014

Un invalido impugnava avanti al Tribunale sezione lavoro, la decisione della Commissione medica di verifica presso la Direzione provinciale dell’INPS, in forza della quale, all’esito di visita collegiale, era stato riconosciuto quale persona portatrice di handicap in situazione di gravità ai sensi della L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 3, comma 3 sulla base di motivi psichici e mentali.
Il ricorrente in particolare chiedeva la disapplicazione parziale dell’accertamento, denunziando eccesso di potere, manifesta illogicità del provvedimento, vizio di motivazione, oltre a dedurre l’inesistenza dei motivi psichici e mentali.
Il Giudice di primo grado, esperita CTU, dichiarava Numero:
22550
in situazione di gravità per patologia diversa da quella sancita nel verbale.
La Corte d’appello, adita dall’INPS, dichiarava, invece, nel caso di specie, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo.
Secondo la Corte, infatti, il ricorrente aveva impugnato il verbale non per ottenere la dichiarazione di handicap in condizione di gravità, nè altri benefici correlati, posto che tale bene gli era stato riconosciuto e non vi era alcuna incertezza sul punto, la causa verteva, invero, sulla modifica del contenuto del verbale della Commissione. L’eliminazione, sostituzione, modifica del contenuto… Continua a leggere

Con quattro pareri, rispettivamente n. 11/2015, 12/2015, 13/2015 e 14/2015, resi in sede di ricorso straordinario e depositati il 5 gennaio 2015, la seconda sezione consultiva del Consiglio di Stato è tornata ad occuparsi della legittimità dei criteri di esclusione dalle transazioni, criteri contenuti nel decreto moduli.
La sezione ha innanzi tutto ribadito che, a suo giudizio, è legittimo escludere coloro che siano prescritti.
A questo proposito, sarebbe innanzi tutto improprio contestare tale esclusione richiamando la necessità che le attuali transazioni siano in analogia e coerenza con quelle del 2003, procedura, come è noto, nel corso della quale la prescrizione non venne applicata, secondo i giudici amministrativi, infatti, “il limite dell’analogia e coerenza con i criteri transattivi già fissati con d.m. 3 novembre 2003 – limite previsto dalla normativa primaria – non può considerarsi equivalenza ed identità, ma indica solo compatibilità tra la disciplina del 2003 e quella introdotta con il d.m. n. 132 del 2009”.
Inoltre, “la Sezione deve rilevare come l’istituto della prescrizione costituisca causa generale di estinzione dei diritti soggettivi, che deve essere applicato sia ai rapporti di diritto privato che a quelli di diritto pubblico. Sicché non può dubitarsi che una transazione relativa all’esistenza di un… Continua a leggere

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