Presidente:
Dott.ssa Angela Iacono

Fondazione Italiana
"Leonardo Giambrone" per la Guarigione
dalla Thalassemia

Via Savona, 39
81030 Castelvolturno (CE)

tel. 0815094457 - 0818396040
fax. 0818396932
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Avvisi

Anche quest’anno sara’ possibile devolvere il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi alla “FONDAZIONE ITALIANA L. GIAMBRONE” PER LA GUARIGIONE DALLA THALASSEMIA ....fai un'atto d'amore e di generosità.........la pagina "sostienici" e' temporaneamente in manutenzione

Pubblichiamo l’articolo del Prof. Vito di Marco su come sarà curata l’infezione cronica da virus C nei pazienti talassemici nei prossimi mesi.

Angela Iacono

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Pubblichiamo le tabelle anno 2015 relative agli importi dovuti a titolo di indennizzo ex lege 210/92.

Ringraziamo l’Avv. Alberto Cappellaro per averci inviato il documento.
Dott.ssa Angela Iacono Avv. Sabrina Cestari

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L’Inps ha emano in questi giorni la circolare (n. 10 del 23/01/2015) sulla semplificazione per i soggetti con invalidità, semplificazione che era stata prevista, come si ricorderà, dall’art. 25 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114.
La circolare dell’Inps con riferimento alle previsioni dell’art. 25 succitato, tratta dell’accertamento sanitario di revisione, dell’accertamento delle condizioni sanitarie per le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni già minori titolari d’indennità di frequenza e delll’attribuzione delle prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni già minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione.

1 Accertamento sanitario di revisione
La Legge n. 114/2014, in sede di conversione del D.L. 90/2014, con il comma 6 bis dell’art. 25 ha introdotto importanti modifiche in materia di accertamento sanitario di revisione, stabilendo che “nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura” e che “la convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità,… Continua a leggere

Cassazione civile sez. lav. n. 15435 del 07/07/2014

La Corte d’Appello riformava la sentenza di primo grado che aveva condannato Poste italiane a liquidare alla ricorrente la somma richiesta a titolo di quota di tredicesima e quattordicesima mensilità relativa ai permessi usufruiti dalla stessa, nell’arco di tre mesi, in base alla legge n. 104 del 1992, art. 33, comma 3, in qualità di lavoratrice madre di minore portatore di handicap La Corte argomentava che la non computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, prevista dal comma 4 del citato art. 33 mediante il rinvio alla L. n. 1204 del 1971, art. 7 operava solo nel caso in cui essi si cumulino con i congedi parentali previsti dall’art. 7 medesimo, circostanza che nel caso non si era verificata. Aggiungeva che nessuna limitazione era prevista nella norma con riferimento all’incidenza dei permessi sulla quattordicesima mensilità. Poste italiane impugnava la sentenza in Cassazione, lamentando la violazione e falsa applicazione della L. n. 104 del 1992, art. 33, comma 4 e sostenendo che, a differenza di quanto ritenuto dalla Corte di merito, la disposizione richiamata prevedeva l’esclusione del computo dei permessi previsti dalla L. n. 104, commi 2 e 3 ai fini… Continua a leggere

Cassazione civile sez. un. n. 22550 del 23/10/2014

Un invalido impugnava avanti al Tribunale sezione lavoro, la decisione della Commissione medica di verifica presso la Direzione provinciale dell’INPS, in forza della quale, all’esito di visita collegiale, era stato riconosciuto quale persona portatrice di handicap in situazione di gravità ai sensi della L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 3, comma 3 sulla base di motivi psichici e mentali.
Il ricorrente in particolare chiedeva la disapplicazione parziale dell’accertamento, denunziando eccesso di potere, manifesta illogicità del provvedimento, vizio di motivazione, oltre a dedurre l’inesistenza dei motivi psichici e mentali.
Il Giudice di primo grado, esperita CTU, dichiarava Numero:
22550
in situazione di gravità per patologia diversa da quella sancita nel verbale.
La Corte d’appello, adita dall’INPS, dichiarava, invece, nel caso di specie, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo.
Secondo la Corte, infatti, il ricorrente aveva impugnato il verbale non per ottenere la dichiarazione di handicap in condizione di gravità, nè altri benefici correlati, posto che tale bene gli era stato riconosciuto e non vi era alcuna incertezza sul punto, la causa verteva, invero, sulla modifica del contenuto del verbale della Commissione. L’eliminazione, sostituzione, modifica del contenuto… Continua a leggere

Con quattro pareri, rispettivamente n. 11/2015, 12/2015, 13/2015 e 14/2015, resi in sede di ricorso straordinario e depositati il 5 gennaio 2015, la seconda sezione consultiva del Consiglio di Stato è tornata ad occuparsi della legittimità dei criteri di esclusione dalle transazioni, criteri contenuti nel decreto moduli.
La sezione ha innanzi tutto ribadito che, a suo giudizio, è legittimo escludere coloro che siano prescritti.
A questo proposito, sarebbe innanzi tutto improprio contestare tale esclusione richiamando la necessità che le attuali transazioni siano in analogia e coerenza con quelle del 2003, procedura, come è noto, nel corso della quale la prescrizione non venne applicata, secondo i giudici amministrativi, infatti, “il limite dell’analogia e coerenza con i criteri transattivi già fissati con d.m. 3 novembre 2003 – limite previsto dalla normativa primaria – non può considerarsi equivalenza ed identità, ma indica solo compatibilità tra la disciplina del 2003 e quella introdotta con il d.m. n. 132 del 2009”.
Inoltre, “la Sezione deve rilevare come l’istituto della prescrizione costituisca causa generale di estinzione dei diritti soggettivi, che deve essere applicato sia ai rapporti di diritto privato che a quelli di diritto pubblico. Sicché non può dubitarsi che una transazione relativa all’esistenza di un… Continua a leggere

Corte di Cassazione sez. Lavoro sentenza 29 ottobre – 22 dicembre 2014 n. 27232

Il Tribunale di Milano aveva respinto la domanda di una lavoratrice diretta a far accertare il proprio diritto a godere dei tre giorni di permesso retribuito ex lege 104/92.
La dipendente aveva dedotto di essere figlia unica di genitori anziani, residenti, per altro, in altra città, che la madre era inabile al 100% e godeva dell’indennità di accompagnamento, che il padre era gravemente malato e, pertanto, non in condizioni di poter assistere la moglie, che lei quindi era la persona che assisteva con continuità la madre.
Il Comune, del quale la ricorrente era una dipendente, aveva dedotto il difetto del requisito della convivenza con la persona handicappata ed il difetto, altresì, dell’assistenza continua.

Il Giudice di prime cure, nel respingere la domanda, aveva rilevato la mancanza del requisito della convivenza ed in particolare la mancanza dell’assistenza quotidiana che la ricorrente non avrebbe potuto comunque assicurare, vista la diversa città di residenza.

La dipendente comunale ricorreva in appello ottenendo l’accoglimento della propria domanda con riforma della sentenza di primo grado.
Secondo la Corte d’Appello, infatti, in base alla ratio normativa non era possibile interpretare restrittivamente il concetto… Continua a leggere

Riporto l’articolo pubblicato sul suo sito da Alberto Cappellaro in relazione alla corresponsione dell’equa riparazione, che secondo la Cassazione non dovrebbe essere esclusa da un’eventuale soccombenza sulla domanda risarcitoria.

Avvocato Sabrina Cestari

Equa riparazione: per la Cassazione non serve la causa pendente
Pubblicato 8 gennaio 2015 | Da Alberto Cappellaro

Con sentenza n. 25965/2014 la Corte di cassazione, nel rigettare una richiesta di rinvio presentata dal difensore del danneggiato, richiesta giustificata dall’esigenza di “attendere l’esito della procedura di equa riparazione di cui al D.L. n. 90 del 2014, art. 27-bis”, ha chiarito che, per aderire a tale procedura, non occorre avere una causa di risarcimento pendente.
Secondo la Cassazione “la protrazione della pendenza” di tale causa è, ai fini sopra citati, “del tutto neutra”.
La corresponsione dell’equa riparazione, infatti, “non è affatto esclusa da un’eventuale soccombenza sulla domanda risarcitoria”, del resto “la diversità di natura e funzione delle due erogazioni ben fonda la possibilità di una loro coesistenza ed anzi di una reciproca indifferenza, salva sola la previsione della detrazione”, dai 100.000,00 euro, dell’eventuale risarcimento già percepito.
Questa pronuncia potrà essere utilizzata da coloro ai quali dovesse essere inopinatamente negata l’equa riparazione, in ragione della mancata pendenza della lite,… Continua a leggere

Pubblichiamo il rescoconto della riunione svoltasi in data 28 ottobre 2014 presso il Ministero della Salute alla quale la Fondazione ha partecipato: comunicato.

Angela Iacono

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Pubblichiamo il comunicato della Fondazione in ordine all’audizione relativa alla Determina AIFA 17 marzo 2014 (Inserimento dei farmaci chelanti “deferoxamina e deferiprone” nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale).

Dott.ssa Angela Iacono

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